I venezuelani d’Italia tornano in piazza il 9 gennaio 2020, in Piazza Monte Citorio a Roma.  La campagna ha un nome e un hashtag #NonSiamoFantasmi, difatti secondo i promotori del flash mob,  la comunità italo-venezuelana e venezuelana residente in Italia lamenta un assoluto disinteresse da parte del governo italiano che, secondo gli organizzatori, non ha rispettato l’impegno preso con loro oltre un anno fa.

Gli attivisti Luisa Elinor Ceccarelli e l’addetto stampa e portavoce dell’evento dell’Associazione Familia Futura promotrice, Carlos Gullì (cosmodelafuente) lamentano un assoluto disinteresse nei confronti della comunità italo-venezuelana da parte del governo italiano.

Ci ritengono dei fantasmi, eppure il governo aveva promesso che avrebbe considerato il fatto che il Venezuela è un paese in emergenza e come tale avrebbe istituito un ufficio apposito per velocizzare e semplificare la lentissima burocrazia, colmando inoltre le diffuse lacune conoscitive per cui non si riesce a  gestire equipollenza titoli di studio e professionali nonché i vari documenti necessari a svolgere qualsiasi attività e a godere dei diritti di qualsiasi cittadino italiano – specifica Carlos Gullì – Saremo a Roma il 9 di gennaio dopo le ore 15, in piazza Monte Citorio, per chiedere che anche i nostri diritti vengano rispettati – conclude  Carlos-

Carlos Gullì (cosmodelafuente) portavoce dell’evento dell’Associazione Familia Futura promotrice. (

  Chiediamo al governo italiano di occuparsi dei titolari di pensione venezuelana che per una serie di inconvenienti ben noti, da anni non la ricevono più,la possibilità Vogliamo che si rispettino i nostri diritti come italiani – aggiuinge Luisa Elinor Ceccarelli – Bisogna attivare un’Unità di Crisi per i cittadini italiani e  venezuelani che versa in una grave crisi umanitaria ed economica. Vogliamo anche segnalare con prove alla mano, le anomalie amministrative che si verificano anche nei Consolati italiani in Venezuela e nell’ambasciata italiana di Caracas – conclude Luisa – Il flyer non presenta loghi politici, tuttavia l’incontro è pubblico, sono benvenuti rappresentanti del  Parlamento italiano sensibili alla nostra causa. Contiamo con la partecipazione di tutti –  è il messaggio dei rappresentanti dell’Associazione.

Di seguito alcuni dei punti chiave della richiesta:

  •          Assumere iniziative di competenza volte a riconoscere ai titolari di pensione in convenzione con il Venezuela, residente in Italia, che non percepiscono più la pensione venezuelana, l’integrazione al minimo sul pro-rata pensionistico italiano ovvero l’assegno sociale, anche qualora non ricorrano i presupposti, per tutto il tempo necessario fino al momento in cui il Venezuela non torni ad essere uno Stato stabile. Un impegno che deve essere onorato anche se dovesse l’Italia prendersi carico dei costi di un onere finanziario che la Convenzione bilaterale di sicurezza sociale pone a carico di un Venezuela inadempiente e responsabile del dramma che ha colpito i moltissimi connazionali ai quali, tuttavia, l’Italia ha il dovere di garantire un reddito di sopravvivenza;
  •       Avviare uno “sportello unico” (anche se provvisorio) per il riconoscimento automatico del titolo di guida per i cittadini italo-venezuelani o almeno attivare, attraverso strumenti interni – quali ad esempio l’istituzione di uno sportello, presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con apposite sezioni dedicate alla convalida degli atti anagrafici e di guida, un riconoscimento temporaneo  e straordinario per i soggetti interessati i quali, in molti casi, sono italiani che a loro volta hanno investito capitali nel nostro Paese.

–       Per quanto riguarda i titoli di studio e professionali, chiediamo si istituisca un ufficio preposto ad Unità di Crisi per la realizzazione in loco della dichiarazione di valore o equipollenza, in conformità con le regole stabilite dalla MIUR.

  •      Predisporre iniziative, ove possibile, affinché si possa garantire una “corsia preferenziale” per agevolare il rientro dei nostri connazionali che fuggono da situazioni di gravissimo disagio in Venezuela anche sulla base di un monitoraggio relativo all’omogeneità delle pratiche anagrafiche dei comuni italiani.

Testo riportato da Familia Futura