Il Venezuela è sul punto di una guerra civile, attraversa una catastrofe umanitaria senza precedenti ed i mass-media Italiani ne parlano poco o nulla, perché? Non voglio credere che sia questo il giornalismo italiano, nell’era incombente trash Tv?

Il paese sudamericano sotto il “Regime” di Nicolas Maduro ed il suo cosiddetto “ Socialismo del XXI secolo” teorizzato da Hugo Chavez su una economia pianificata unicamente sostenuta dalla vendita del greggio (il Venezuela è uno dei paesi con le maggiori riserve del mondo) e sbriciolatosi con il crollo dei prezzi del petrolio è ormai sull’orlo del baratro, come hanno intitolato, nei giorni scorsi diversi telegiornali nel mondo.

La Crisi sanitaria in Venezuela, la carenza di farmaci raggiunge livelli e cifre allarmanti da crisi umanitaria, ma il governo si ostina a bloccare l’apertura di un canale umanitario.

La violenta crisi economica con un inflazione annua del circa il 700%, mette in ginocchio un paese ed un intera popolazione, inchiodandola alla miseria.

La quasi totalità dei farmaci in Venezuela, compresi quelli di uso comune, l’ibuprofene, un semplice analgesico, antipiretico, trattamenti per l’ipertensione o farmaci per il controllo delle nascite, sono attualmente scarsi e praticamente introvabili, secondo quanto riferisce la Federazione farmaceutica venezuelana, un’associazione di lavoratori nell’industria farmaceutica.

Dall’Italia numerose associazioni di volontariato, laico e cattolico si prodigano per inviare migliaia di chili di medicinali all’anno, tramite associazioni venezuelane ed Onlus attive per cercare di alleviare le sofferenze della popolazione.

Davanti a questa crisi così profonda, parecchi pazienti e soprattutto quelli in situazione più critica (vedi malati oncologici) restano per settimane privi di trattamento (le scorte di farmaci chemioterapici sono completamente esaurite) con conseguenze facilmente immaginabili.

Oltre 15.000 pazienti con patologie legate all’apparato renale, con necessità di dialisi, non ricevono dei trattamenti adeguati alle loro condizioni di salute,oltre 45.000 pazienti sieropositivi subiscono la mancanza di farmaci antiretrovirali,circa il 60% delle donne in gravidanza non ricevono adeguata assistenza ed aumentano esponenzialmente i casi di gravidanze tra le adolescenti a causa della scarsità di presidi anticoncezionali.

Questi sono in breve sintesi, i dati presentati presso la Commissione interamericana dei diritti umani, con una lunga lista di cifre scioccanti!

Le strutture ospedaliere sono fatiscenti, le condizioni igienico-sanitarie pessime, mancano addirittura sapone e guanti, ma il dato più allarmante è un altro: il tasso di mortalità infantile  – bambini con meno di un mese – negli ospedali pubblici è aumentato di oltre 100 volte rispetto al 2016 e parimenti la mortalità per le neo-mamme è cresciuta di ben 5 volte.

La spirale inflazionistica del Venezuela è schiacciante, nel 2017 addirittura più del 1642%. Queste cifre esorbitanti, azzerano il potere d’acquisto dei venezuelani, al punto che l’87% dei venezuelani non riesce a soddisfare con il proprio stipendio i bisogni alimentari primari, quindi la gran parte di essi, riesce a consumare a mala pena un pasto al giorno e come se non bastasse gli scaffali dei supermercati sono vuoti, creando così denutrizione nella popolazione per la mancanza dei beni di prima necessità come latte, farina e uova.

Ed i venezuelani residenti all’estero, preoccupati per la sopravvivenza dei propri parenti, sono costretti al continuo invio di generi alimentari per far fronte a questa situazione.

Ed all’interno di questa disperata situazione, c’è il dramma dimenticato di tanti nostri connazionali, una stima approssimata per difetto indica in circa 3.000.000 gli italiani ed i loro discendenti presenti in Venezuela. Gli italiani del Venezuela, subiscono l’acuirsi della crisi tra di essi si contano numerosi morti per la delinquenza comune, l’insicurezza ecc e sono completamente lasciati a loro stessi, senza che nessuna autorità italiana abbia fatto alcunché in loro tutela.

Tra di essi possiamo contare anche diversi detenuti per reati d’opinione, vedi Antonio Ledesma (sindaco di Caracas) e Leopoldo Lopez (leader dell’opposizione in carcere da tre anni) e marito della italianissima Lilian Tintori.

Da anni la Comunità Venezuelana in Italia (sostanzialmente composta di figli di italiani costretti all’esilio a causa della dittatura), insieme ad altri paesi europei, hanno promosso diverse attività per farsi eco della situazione in cui versa il Venezuela.

Sono state inoltrate numerose denunce presso diverse ONG, in ordine alla ripetuta e continua violazione dei diritti umani.

La ONG The World Justice Project, organismo che analizza il Sistema giudiziario di 97 paesi, ha valutato il sistema giudiziario venezuelano come “il peggiore del mondo” addirittura al di sotto dello Zimbabwe e dell’Iran.

 Bisogna sottolineare che attualmente il Venezuela condivide con Siria, Bielorussia ed Iran, il rifiuto alla cooperazione internazionale in materia di diritti umani.

Quindi la domanda è, perché i mass-media italiani parlano poco o nulla di tutto questo? Questo silenzio li rende complici di una dittatura che sta causando la rovina di un intero paese.

Gli innumerevoli inviti ai giornalisti, stampa e TV per assistere alle manifestazioni, forum ecc.. rimangono pressoché inascoltati pur essendoci di mezzo l’esistenza di milioni di nostri connazionali.

Per questo ci siamo dati appuntamento sabato 29 aprile 2017, in Piazza di Porta  San Giovanni  a Roma dalle ore 15 alle 19, in quella occasione i Venezuelani residenti a Roma e non solo, scenderanno in piazza per spiegare e denunciare apertamente quello che i mass-media italiani con il loro assordante silenzio hanno finora taciuto.

Altre manifestazioni per lo stesso giorno sono state convocate dal Partito politico di Voluntad Popular Italia: Napoli a Piazza Plebiscito, Pachino a Piazza Vittorio Emanuele, Bassano del Grappa a Piazza Garibaldi, Mantova ed altre 80 città nel mondo.

 

 

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