Da stamattina gira in tutto il Mondo la notizia delle detenzioni di Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma da parte della Polizia Politica di Maduro. L’improvvisa revoca degli arresti domiciliari in entrambi i casi lascia intravedere l’evidente disperazione che si respira a Miraflores.

Quando si parla della motivazione di tale sequestro politico si dicono molte genericità e omettiamo alcuni dettagli. Nel caso di Leopoldo Lopez, il costante richiamo ai venezuelani per scendere in piazza in nome della libertà del paese e dei propri diritti è una cosa che non va giù al regime e ai suoi interessi. Leopoldo rimane una delle voci più sonore all’interno dell’opposizione e devono silenziarlo.

Nel caso di Antonio Ledezma occorre precisare un particolare. Proprio ieri è stato diffuso un suo videomessaggio nel quale si denunciano i molteplici errori del regime e non solo, ma anche quelli commessi da un’ala dell’opposizione a dispetto dell’interesse nazionale. Nel suo messaggio, l’ex sindaco di Caracas lascia in evidenza come Maduro si sia delegittimato da solo nel convocare un’elezione costituente su misura alla quale non hanno partecipato i venezuelani, segnando la medesima sconfitta politica e morale per il Regime.

Nel tentativo di accelerare i passi verso la dittatura, Maduro ha inciampato risvegliando l’ira di un’intero popolo che non è disposto ad arrendersi fino ad abbattere il regime. Allo stesso modo, ha rivolto un’autocritica mirata alla riflessione sull’agire dell’opposizione rappresentata nella “Mesa de la Unidad”.

Secondo l’ex sindaco serve innanzitutto un “vero dialogo” fra i vari elementi che compongono la colazione allo scopo di “creare fiducia reciproca, agire intorno alla libertà del Venezuela e lasciare da parte i propri interessi”. Ledezma inoltre ha detto la propria sul cosiddetto dialogo tra il regime e l’opposizione ritenendolo uno strumento di mediazione che però è stato reso inutile nel modo in cui è stato portato avanti (dietro le quinte e in assenza di mediatori qualificati), lasciando spazio ai dubbi e creando delle fratture all’opposizione e consegnando un nuovo respiro a Maduro. “Dialogare non è un peccato, lo è invece dialogare in questo modo”.

Ledezma ha invitato all’opposizione e all’insieme dei partiti che la compongono a “non deludere le speranze dei venezuelani”, a riflettere sulle proprie azioni ma soprattutto, ad “assumere con coraggio e responsabilità il mandato che li è stato conferito dal popolo”

L’ultima parte del messaggio è stata riservata ai venezuelani, ai giovani caduti nelle proteste e a tutti coloro che considera degli eroi, definendoli “un popolo coraggioso che ha fatto e continuerà a fare la storia nonostante le difficoltà”. Ha ribadito che non è il momento di mollare ma di “mettercela tutta fin quando saremo liberi”

Alla fine del video, Ledezma ha lanciato una sfida a Maduro affermando “Non ci piegheremo mai davanti l’oppressore. Lo faremo soltanto da uomini liberi per ringraziare Dio della nostra libertà”.

Il prezzo della verità resta sempre alto. Ledezma, insieme a Leopoldo López, è tornato in prigione a Ramo verde, ma il suo messaggio è già stato seminato e inizia a germogliare nel cuore dei venezuelani

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Estefano Soler
Estefano Soler Tamburrini, nato il 25.08.92. Ex dirigente studentesco nel 'Movimiento Estudiantil', Venezuela.(2014-2015) Studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna (2016 - oggi)