Tra la notte di mercoledi’ e la mattina di giovedi’ scorso militari della Guardia Nacional (GN) e della Policia Nacional y Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional (Sebin) fanno irruzione nei quartieri di Antonio Jose’ de Sucre e seminano il terrore nelle abitazioni di piu’ di 400 famiglie. I testimoni raccontano di militari che distruggono porte, effettuano detenzioni arbitrarie, minacciano (“E’ giunta l’ora”, racconta di aver sentito i militari urlare ripetutamente mentre battevano le porte delle case).

Tutto sarebbe iniziato nel pomeriggio del 26 Aprile quando un gruppo di ragazzi si era radunato in strada per impedire il passaggio dei mezzi in Avenida Libertador. Questi si sono poi scontrati con simpatizzanti officialisti con lanci di pietre fino all’arrivo della GN. Non prima che una molotof piombasse sul tetto di un edificio situato nella calle 37.

I militari hanno utilizzato lacrimogeni per disperdere i manifestanti ma, quando gli abitanti della Sucre si erano gia’ ritirari nelle loro abitazioni, hanno cominciato a battere violentemente le porte e, in molti casi, a entrare nelle case. Gli adulti sono stati picchiati e alcuni di essi prelevati e portati nei presidi di polizia senza alcuna discriminazione. Persino chi si trovava semplicemente riunito a bere con gli amici. Questi sono stati poi rilasciati dopo diverse ore.

Chi dei residenti ha cercato di avviare un dialogo con la polizia ha ricevuto in cambio lacrimogeni e spari.

20 persone circa vennero chiamate per nome dall’altoparlante di un veicolo militare e prelevate dalle guardie. Gli accessi agli edifici sono stati interdetti per tutto il tempo del blitz fino all’1:30 del mattino, quando la GN si e’ ritirata.

http://www.elimpulso.com/noticias/regionales/la-noche-la-sucre-no-durmio

Qualunque sia stata la motivazione per una tale operazione, sembra chiaro che disperdere due gruppi di manifestanti non era l’unico obiettivo. Inviare truppe di rottura per seminare terrore nella comunita’ e’ una strategia tipica dei regimi dittatoriali che tentano di spezzare o reprimere ogni desiderio di rivolta. La violenza psicologica e’ devastante perche’ mostra come nessuno puo’ dirsi al sicuro neppure all’interno delle proprie case. L’aspetto piu’ grave, che mostra come questo governo del Venezuela non vuole il bene della propria gente, sta nella reazione delle GM al tentativo di dialogo. Quando un cittadino chiede le ragioni di un atto di forza, e riceve in risposta ancora piu’ violenza, significa che si e’ di fronte a un chiaro tentativo di distruggere una nazione.Ma significa anche che il governo ha paura.

Non c’e’ altra via se non quella di continuare a lottare per i propri diritti, senza arrendersi e facendo sentire sempre piu’ forte la propria voce. La comunita’ internazionale deve conoscere quello che si tenta di nascondere. Almeno in questo, la tecnologia ha fatto crollare la censura dei media controllati dai governi.

La voce di tutti noi arriva piu’ lontano di lacrimogeni e proiettili.

 

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