Da una cinquantina di giorni i venezuelani lottano giornalieramente contro le forze dell’oppressione della dittatura che continuano a picchiarci, ucciderci e ferirci.

Seppur perseguitati, noi combattiamo tutti i giorni, in Venezuela ed all’estero, per ricordare a noi stessi ed al mondo che non abbiamo paura, che siamo uomini e abbiamo il sacro diritto della libertà. L’aspirazione all’umanità è un bisogno insopprimibile, che unisce popoli e che cova nonostante il dispotismo.

Le esigenze del nostro popolo sono tante, il cammino alla ricostruzione del nostro paese è lungo. Vorremo iniziare a ripristinare la nostra patria con queste 4 esigenze.

1. Rinnovo degli organi amministrativi attraverso la promozione di elezioni presidenziali e di elezioni amministrative locali. Il dittatore vuole cambiare la costituzione per rimanere nel potere; noi però una nuova costituzione non la vogliamo, ma invece sì esigiamo il rispetto della costituzione che abbiamo.

2. Restaurazione dei poteri dell’Assemblea Nazionale con esplicito ed ufficiale riconoscimento della stessa da parte degli Organi dello Stato. Il Parlamento, legittimamente eletto dal popolo, è stato attaccato dalla dittatura. Il Tribunal Supremo de Justicia (TSJ) ha commesso un serio sopruso contrario alla natura stessa di questo organo ed al suo nome. Abusando del proprio potere ha contribuito, con la destituzione de facto del Parlamento, alla realizzazione di quello che in un Paese civile sarebbe considerato un colpo di Stato tout court. Venendo meno la fiducia nei confronti di coloro che per primi erano chiamati a difenderlo, il popolo venezuelano chiede la destituzione dei magistrati complici della dittatura.

3. Liberazione di tutti i prigionieri politici, che prima di tutto sono uomini incarcerati per le proprie idee, ed in quanto tali innocenti e vittime ai sensi e per gli effetti della Carta dei Diritti dell’Uomo. Questo spazio rimane stretto per nominarli tutti: Il Deputato Gilbert Caro del Parlamento venezuelano è stato arrestato dal SEBIN l’11 gennaio. Anche Steyci Escalona, venezuelana residente in Svizzera e costretta all’inumana diaspora cui sono costretti i venezuelani che rifiutano di acconsentire in silenzio è stata sequestrata nel corso della sua visita natalizia in patria, nella Sua patria. Leopoldo López, leader dell’opposizione è in prigione da 4 anni, per la professione delle sue idee.

4. Apertura di un corridoio umanitario che permetta alle vittime del regime di accedere alle risorse minime per la propria sopravvivenza: cibo e medicine, elementi che per loro natura è indegno siano inaccessibili anche al più povero e disperato degli uomini.

Capiamo che quella che viviamo tutti i giorni è una battaglia prima di tutto venezuelana. Quello che tuttavia chiediamo è espressione di un sentimento che dovrebbe animare ogni essere che ambisca a definirsi umano. Siamo felici di rivolgerci a Voi Europei perché conoscete l’importanza dell’umanità. È in questo continente che la difesa dei diritti dell’uomo ha visto nel secolo scorso una delle sue più crude e dolorose battaglie e la più alta delle sue vittorie. In nome di questo amore per la pietà, è a voi che rivolgiamo la nostra richiesta di aiuto, perché ancora una volta c’è chi ritiene che la libertà di professare liberamente il proprio pensiero sia un diritto sopprimibile. Non è stato così per voi, non lo è per noi, non dovrebbe esserlo per nessun uomo in questo mondo.

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