Armando Canizales aveva 18 anni, forse nemmeno compiuti, quando mercoledi’ scorso manifestava nelle strade di Caracas contro la dittatura di Maduro. E’ caduto, colpito da un’arma da fuoco all’altezza del collo e non si e’ piu’ rialzato. Cadenza sospesa, imperfetta, in questi giorni maledetti di sangue e lacrime che non risparmiano nessuno. Perche’ la violenza non sceglie tra l’operaio e l’artista, tra il leader politico e l’anziana custode delle memorie di un Paese che urla. Armando suonava il violino e si sarebbe trasferito a Medicina. Dalla cura dell’anima a quella del corpo, solo chi ha uno spirito forte e un cuore fragile riesce a capire fino in fondo la scelta. Le tradizioni degli Antichi Padri dicono che chi viene chiamato in giovane eta’ e’ destinato ad un compito molto piu’ grande di quello di imparare la vita, ma dubito che questo sia di conforto alla madre e al padre che hanno perso un figlio mentre lottava per il suo futuro. Saranno orgogliosi di lui, questo si, ma il dolore di un genitore che sopravvive al proprio figlio e’ incancellabile.

L’Orquesta Sinfonica Jose’ Francisco del Castillo si e’ riunita venerdi’ scorso per rendere omaggio ad Armando Canizales presso il Cementerio del Este di Caracas. I ragazzi hanno suonato l’inno nazionale del Venezuela ed eseguito il secondo movimento della Sinfonia N.7 di Beethoven, l’ultima partitura che Armando ha interpretato con il suo violino.


Un Allegretto che inizia e finisce con un accordo doloroso in La minore. Questo e’ il secondo movimento, parte di una Sinfonia che Wagner defini’ “…la danza nella sua suprema essenza…”. Musica allo stato puro, che il destino ha voluto concedere a Armando come memoria per quello che e’ stato in vita.

Il due volte candidato alla presidenza del Venezuela Henrique Capriles ha diffuso il video dell’omaggio musicale sul suo profilo Twitter scrivendo: “Che il dolore che sentiamo dia forza alla nostra anima per continuare nella lotta e che nessuna morte di un Venezuelano per il suo Paese sia stata invana!”.

Il direttore di orchestra Gustavo Dudamel ha pubblicato, prima del concerto, una carta intitolata “Adesso basta” dove chiede al Capo di Stato Nicola Maduro di correggersi e ascoltare la voce del popolo Venezuelano. “I tempi non possono essere segnati dal sangue della nostra gente” e’ uno dei passi della carta diffusa su Facebook.

Nestor Reverol, Ministro dell’Interno e della Giustizia, ha affermato di aver istituito una commissione speciale della polizia scientifica per investigare sulla morte di Armando Canizales. Un atto dovuto da parte di un membro del governo, ma che non impressiona. Credo che sarebbe molto piu’ apprezzato da ogni Venezuelano libero se Reverol, come tutti gli altri ministri, lasciassero la propria poltrona per andare in strada a lottare per il popolo e per il ripristino delle liberta’ civili. Ogni altro gesto di “dolore”, “comprensione”, “onore” da parte di un membro di questo governo verso chi muore per il Venezuela ha zero valore.
O si lascia una dittatura, o si e’ responsabile del sangue versato: 37 morti, piu’ di 700 feriti e centinaia di detenuti arbitrariamente in un solo mese.

A margine, e’ divenuta incerta la sorte di Leopoldo Lopez cui non e’ permesso vedere nessuno in seguito ad una non meglio precisata “punizione”. Non e’ dato sapere in che stato il leader dell’opposizione si trovi e gia’ alcuni parlano di possibile decesso.

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