Oltre 100 giorni di proteste e circa 100 deceduti nelle manifestazioni, per causa di una crisi che trova nel governo di Maduro il suo migliore complice.

Il conflitto si estende a macchia d’olio ma il regime, alienato dalla realtà sociale, ha creato un divario tra i bisogni dei venezuelani e le sue pretese totalitarie, ha convocato una costituente saltando il procedimento previsto dalla costituzione e inoltre, imponendo una specie di voto corporativo in sostituzione al suffragio universale con scopo di eliminare i diritti, le garanzie e le libertà fondamentali contenuti nell’attuale testo costituzionale.

In Difesa della Costituzione.

Il popolo venezuelano, rappresentato nell’opposizione non è rimasto a guardare l’ennesimo attentato alla costituzione da parte di Maduro, ma ha deciso di convocare un Referendum fondato sugli articoli 333 e 350 del testo costituzionale. Il comizio è stato organizzato in pochi giorni grazie anche ad una mobilitazione sociale senza precedenti nella storia venezuelana.

Il referendum si è svolto nonostante le intimidazioni, violenze e gli ostacoli imposti da Maduro, il quale appena venuto a conoscenza della sua data, ha effettuato nello stesso giorno una specie di simulacro per la costituente che però non ha contato con il minimo di partecipazione.

Il referendum è stato composto da tre quesiti, tra cui il primo proponeva la nullità dell’Assemblea Costituente convocata da Maduro, nel secondo si esige alle forze armate l’adempimento del loro dovere di rispetto alla costituzione e il terzo propone il rinnovamento dei poteri pubblici finora sequestrati dall’esecutivo e scaduti già da alcuni anni.

Reduci dagli ostacoli imposti e con i seggi ridotti al 30 per cento rispetto alle solite elezioni, la partecipazione è stata di oltre 7.500.000 venezuelani che hanno dato una vittoria senza precedenti all’opposizione e al popolo venezuelano.

La Svolta.

Il Referendum di domenica 16 Luglio, costituisce uno spartiacque nella storia venezuelana e segna una svolta in mezzo alla crisi.

La comunità internazionale spinge nella ricerca di una soluzione pacifica e agevolata. Da un lato, il parlamento italiano ha realizzato una seduta di emergenza per discutere sulla grave crisi del Venezuela, in simultaneo i congressi della Colombia e del Cile affrontano il tema,  il Messico e l’Argentina tentano contatti con la Cuba e Donald Trump si fa presente in un discorso nel quale ha affermato di promuovere pesanti sanzioni se Maduro cerca di imporre la sua costituente a dispetto della volontà di una chiara maggioranza di venezuelani.

Nel frattempo, l’opposizione, forte dai risultati di domenica scorsa, considera sia giunta “La Hora De La Libertad e convoca uno sciopero generale che paralizzerà l’intero paese e vedrà coinvolti tutti i settori della società venezuelana per ilripristino della democrazia, dei diritti e delle libertà fondamentali che hanno un’unico ostacolo: il regime di Maduro

 

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