Pochi giorni fa il presidente Nicolas Maduro ufficializzava la convocazione di un’ assemblea costituente per riformare il Venezuela e la sua costituzione. La riforma e’ necessaria, secondo quanto avrebbe detto Maduro, per risolvere le questioni interne del Paese una volta per tutte.
Ha usato parole che stonano con la situazione che si vive nelle strade: “perche’ possa trionfare la pace sulla violenza, che la democrazia regni, diffonda la tolleranza e promuova l’amore tra i Venezuelani” ha detto Maduro, e mi si perdoni se la traduzione letterale non e’ perfetta. Sono parole che, credo, facciano piangere di rabbia ogni singolo cittadino del Venezuela. Le parole “Democrazia”, “Tolleranza”, “Amore”, “Pace” in bocca a un dittatore che e’ il primo responsabile della tragedia umanitaria del suo Paese, sono solo una maschera ipocrita e arrogante.

“E’ questo il cammino verso la pace. Sia benvenuto il dibattito e le idee…” aggiunge, paragonando poi la sua scelta di attivare l’assemblea costituente a quello che farebbe Chavez.

Naturalmente fa parte dei principi democratici tenere una elezione “segreta” con “ristrette” regole elettorali.
Chi ha veramente creduto in questa farsa? Il destino di una Nazione si forma nelle idee ma si concretizza nelle strade, non nelle parole vuote e contraddittorie di un leader che ha perduto la fiducia del popolo.
E quello che vediamo nelle strade del Venezuela, grazie al coraggio di chi supera la censura dei media governativi e’ sangue, dolore, violenza e terrore.

E infatti oggi, a 17 mesi da quando l’opposizione venezuelana vinse le elezioni del 6 dicembre 2015, Nicolas Maduro ha completato il colpo alla democrazia consolidando la dittatura.
La convocazione dell’Assemblea Costituente “di facciata” presieduta dal Ministro dell’Educazione Elias Jaua, nella quale partecipera’ anche la moglie del presidente Cilia Flores, non ha di fatto alcun elemento di democrazia: non c’e’ garanzia che le elezioni siano dirette ne’ universali ne’ segrete. Il regime (non si puo’ parlare piu’ di governo) decidera’ chi vota e chi potra’ essere eletto.

Jaua giustifica tali misure drastiche dicendo che non si ha la stabilita’ politica necessaria per arrivare alle elezioni in modo pacifico.
Ma si e’ domandato, Jaua, chi ha provocato questa instabilita’? Quando alla gente togli tutto, cibo, vestiti, diritti e sicurezza, come non aspettarsi una reazione disperata? Se questo “governo democratico e tollerante”, “aperto al dibattito e alle idee”, violenta con le sue azioni ogni principio di rappresentanza, come puo’ far dire a un suo ministro che non ci sono le condizioni per elezioni pacifiche?
E’ un classico sistema, quello del DIVIDE ET IMPERA, che dai tempi degli antichi Romani e’ stato sempre utilizzato per destabilizzare, distruggere, per poi creare nuovamente a immagine e somiglianza del distruttore.

Un avvertimento amaro e, forse, un po’ tardivo quello del presidente dell’Asamblea Nacional Julio Borges, che ha confermato che il sistema adottato da Maduro significa “annichilimento della democrazia in Venezuela” e spingendo la gente a lottare, a dare tutto per impedire l’instaurarsi della dittatura.

Sembra che qualche reazione internazionale ci sia stata: l’Unione Europea ha espresso “profonda preoccupazione” e la cancelliera Susana Malcorra (Argentina) ha commentato, in merito alla decisione di Maduro di convocare la Costituente, “come gettare nafta sul fuoco”.

L’indignazione dei leader degli altri Paesi, che non sembra andare al di la’ della “preoccupazione” o delle frasi di circostanza, deve essere seguita da iniziative concrete. Moltissimi Paesi hanno delegato competenze e poteri ad organismi sovranazionali come le Nazioni Unite (ONU), allora perche’ non spingere tali poteri ad agire con decisione? Ogni accenno di dittatura e regime totalitario, in ogni Paese del mondo, dovrebbe essere immediatamente estirpato alla radice se non vogliamo dimenticare i danni umani e materiali che Comunismo, Fascismo, Nazionalsocialismo e regimi militari hanno causato in un passato nemmeno troppo remoto.

I mezzi di informazione dovrebbero indagare su chi c’e’ veramente dietro al regime di Maduro, perche’ la storia del mondo insegna che, purtroppo, nessun leader e’ mai solo quando porta violenza e morte.

La dittatura balla mentre si reprime al popolo…

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