Il Gemellaggio con Maduro, la Democrazia Diretta e quella rete di finanziamenti…

Il 4 marzo è alle porte, le elezioni promettono un esito incerto fino all’ultimo voto. In mezzo a tale incertezza spunta il M5S come uno dei favoriti. Trasparenza, onestà e <<Democrazia diretta>> compongono il credo di una forza emergente che, dietro il suo impatto nello scenario politico, nasconde un lato buio.

Il Movimento Cinque Stelle cade in contradizione con i valori che professa per due ragioni: da un lato, l’irriducibile sostegno presso il regime di Maduro che impiega lo sterminio come politica di Stato. Gli esponenti di questo movimento l’hanno sempre citato come un esempio di democrazia diretta; dall’altro, una rete di finanziamenti di ignota provenienza quasi impossibile da rintracciare.

Il Gemellaggio con Maduro.

Nei primi di marzo dell’anno scorso (quasi un anno fa), una delegazione inviata dai pentastellati arriva nel Venezuela per commemorare la morte di Hugo Chavez. La delegazione, composta dagli onorevoli Ornella Bertonotti, Vito Petrocelli e Manilo Di Stefano, rifiutandosi di fornire dichiarazioni ai media, cancella l’evento previsto al Centro Italo-Venezuelano, preferendo recarsi a casa dell’ambasciatore italiano nel Venezuela dove incontreranno alcuni connazionali.

I connazionali presenti all’incontro espongono la difficile situazione che vivono nel Venezuela e qualcuno considera ingenuo l’invito a <<trattare col regime di Maduro>>. Affermazione alla quale i membri della delegazione rispondono “Ci siamo schierati con Maduro” e “votato contro il documento Casini perché rappresentava un’ingerenza negli assunti interni del Venezuela(…)”. Questa tesi viene subito smontata dai presenti che affermano di essere vittime di un’ondata di delinquenza endemica, dato che quasi tutti avevano avuto a che fare con un familiare rapito o lo erano stati in prima persona, ma l’On. Bertinotti riesce solo a rispondere “(…)il Venezuela ha anche delle cose buone”. I presenti sotto shock si chiedono come mai un movimento che non scende a patti col potere rimane in silenzio dinanzi alla crisi umanitaria che vive il Venezuela? Quanto è forte il legame con Maduro per rischiare la propria immagine sostenendo il regime venezuelano?

Esempio di Democrazia Diretta.

I membri della delegazione inviata nel Venezuela non sono riusciti a vedere un’intorno dove il crimine uccide oltre 26.000 persone ogni anno, non si sono neanche sensibilizzati con le proteste di un popolo ridotto alla fame, all’iperinflazione e alla repressione come l’unica politica pubblica efficace. Quali invitati di lusso, sono riusciti ad ignorare le urla di sofferenza di un 85% del popolo ridotto all’indigenza durante gli ultimi anni.

Inoltre, dietro il concetto ambiguo di Democrazia Diretta non sono mancate le citazioni che elencano il Venezuela come l’esempio ideale. Secondo lo stesso Grillo, la piattaforma Rousseau doveva ispirarsi ad alcuni paesi tra cui il Venezuela, specialmente nel voto elettronico e l’opzione del referendum al capo dello Stato. Proprio l’anno scorso alla loro visita, l’opposizione aveva tentato di avviare questo meccanismo e, nonostante aver raccolto oltre 10.000.000 firme, un comitato elettorale direttamente pilotato da Maduro ne ha impedito l’attivazione. I vertici del M5S erano a conoscenza di questo episodio, così come erano consapevoli dei brogli commessi da Maduro attraverso il voto elettronico, con un sistema che li permette di controllare e manipolare i voti in tempo reale. Perché continuare a insistere su tali modelli ormai falliti altronde?

E come se non bastasse, lo stesso Di Maio ha proposto il Venezuela e la Cuba come mediatrici nel Conflitto in Libia. Perché proprio Maduro? Non vi sembra un’operazione di propaganda mirata a legittimare un regime smascherato davanti il mondo? Sotto quale interesse?

…E quella rete di finanziamenti?

La rete di finanziamenti del M5S è qualcosa di vasto che va oltre le raccolte dell’associazione Rousseau, singoli eventi e contributi dei deputati. Il metodo usato è la <<polverizzazione delle entrate>> che le rende irrintracciabile.

Per esempio, nel 2016 la Raggi ha raccolto 225.000 euro, ne ha dichiarato 70.000 e il resto è stato coperto dalla “privacy dei donatori” (Chi? Quali?); allo stesso modo l’Associazione Rousseau ha ricevuto 485.000 euro di fundraising, di cui è stata pubblicata una lista di donatori con almeno 373 pagine contenenti dei nomi inesistenti (Dalla A.A. alla Z.W.). Non può mancare Di Maio che in 3 anni ha usato 108.000 in spese territoriali chiamandoli una “dicitura fittizia”.

Inaccettabili i proclami sulla politica a “0 euro” nella quale sostengono di aver rinunciato a 42.000 euro quando hanno percepito 31.000 nella legislatura e solo in rimborsi per la comunicazione ci sono fatture mensili di almeno 15.000, 3.8 milioni di trasferimenti nel 2016, 354.000 investiti per il No al referendum e come se non bastasse, 35.000 spesi soltanto per la festa annuale del partito. Siete sicuri che si rinuncia a qualcosa? O lo si prende da un’altra parte? Un’altra cifra che ci lascia perplessi sono i 30.000 ricevuti dai “soggetti all’estero” e altri 22.000 sempre da persone fisiche all’estero[1] senza specificarne quali. Potrebbe trattarsi di chiunque.

Questi modi di finanziamento lasciano molte interroganti. Di certo, c’è sempre un rapporto di scambio e detto questo: A quale prezzo si decide di far propaganda al regime venezuelano? Cosa riceve il M5S in cambio? Sono diventati il Podemos[2] italiano, e cioè, una succursale di Maduro nel nostro paese? Siete sicuri di cosa state votando?

[1] http://espresso.repubblica.it/palazzo/2017/11/27/news/da-dove-prende-i-soldi-per-fare-politica-il-m5s-1.315009

[2] Partito spagnolo guidato da Pablo Iglesias, di cui si è scoperto il finanziamento illecito proveniente dal regime di Maduro.