Il Caso Odebrecht costituisce lo scandalo di corruzione più grande dell’America Latina e vede coinvolta la classe dirigente di ben 12 paesi. L’indagine è stata pubblicata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ma in precedente, La giustizia brasiliana ha dato un grande contributo smantellando la cosiddetta operazione “Lava Jato” (Autolavaggio). L’iniziativa è stata portata avanti dal giudice Sergio Moro e un pool di coraggiosi Magistrati, i quali, nel corso dell’inchiesta nei confronti dell’azienda PetroBras hanno scoperto una rete relazionale da cui sono sorti i nomi di Ignacio Lula Da Silva (ex presidente del Brasile), Dilma Rousseff (ex-presidente del Brasile, sottomessa ad un impeachment nel 2015) e il suo successore oppositore Michel Temer.

Le Indagini.

L’indagine iniziata nei confronti di Petrobras ha portato alla scoperta di Odebrecht, l’appaltatore numero uno in America Latina, presente in 27 paesi con 128.000 dipendenti. Attraverso delle milionarie tangenti, la multinazionale ha guadagnato appalti in diversi paesi con un incasso di circa 40 miliardi di Euro. Vale dire che molte Opere Pubbliche restano inconcluse a 10 anni di distanza del loro inizio. Nel 2015 si procedette all’arresto di Marcelo Odebrecht e di 77 manager dell’azienda, ora in carcere a Curitiba collaborano con i giudici allo scopo di vedersi ridotta la pena e il 21 Dicembre 2016 firmarono un accordo con il Dipartimento di Giustizia Americana e la Procura Brasiliana e pagarono una multa di 3,3 miliardi di Euro per causa del Pagamento di Tangenti del valore di 746 milioni di euro versati a politici, rappresentanti di istituzioni e imprenditori in paesi quali l’Argentina, il Colombia, il Messico, il Panama, l’Ecuador, la Repubblica Dominicana, gli Stati Uniti e il Venezuela e infine, in alcuni paesi africani quali l’Angola e il Mozambico.

La “Cassa B”.

Nel 2010, Odebrecht ha creato la “Cassa B” sotto la copertura del cosiddetto “Settore di Relazioni Strategiche” per dissimulare la rete capillare di corruzione e tangenti. Fu Concepcion Andrade, ex-impiegata dell’azienda e segretaria del Dipartimento Illegale di Tangenti, a svelare il contenuto dei registri portati a casa nel 1992, al momento del suo licenziamento. I registri furono consegnati alla giustizia brasiliana e alla commissione parlamentare incaricata dell’inchiesta.

Grazie a tale contributo si venne a conoscenza dei governi coinvolti nel Caso Odebrecht, l’azienda che a base di tangenti, dal 2001 fino al 2016, ha monopolizzato gli appalti dei paesi già menzionati. La scoperta h causato diverse ripercussioni nel continente americano. Solo nel Brasile sono stati versati 330.000 milioni di euro di tangenti e tra i coinvolti appaiono Lula, Temer (alcuni compagni e tesorieri dei suoi partito). Nell’Argentina si scopri il versamento di 32 milioni di Euro agli ex presidenti Nestor e Cristina Kirchner; Nel Peru, l’ex presidente Alejandro Toledo è stato condannato, Allan Garcia interrogato e Ollanta Humala, attuale presidente, è indagato per tangenti di oltre 3 milioni di Euro. Tra l’altro in Colombia, Messico ed Ecuador con si sono scoperte tangenti dai 10 ai 31 milioni di euro versati alla classe dirigente dei rispettivi paesi.

Odebrecht e il Chavismo. Fedeltà Giurata.

Il Caso Odebrecht estende i suoi tentacoli fino il Venezuela, dove diversamente dagli altri paesi, non si sono aperte indagini né processi nei confronti di nessuno. Il governo puntò subito il dito sull’oppositore Henrique Capriles, governatore di Miranda ma in realtà tangenti sono andate avanti sotto gli occhi di quasi un’intera dirigenza politica che, negli anni a cavallo dal 2001 al 2016 ha fatto parte dello scandalo più grande nella politica latinoamericana.

Secondo i dati riportati dal dipartimento di Giustizia americano, la classe dirigente venezuelana avrebbe percepito una somma di 93 milioni di euro dalla multinazionale.

Nel Venezuela sono visibili le opere inconcluse da parte di Odebrecht tra le quali possiamo elencare l’appalto della linea cinque della metrò di Caracas la quale, doveva essere conclusa nel 2010 ma fino il 2016 era stato completato solo il 30%, il cosiddetto “Cabletren Bolivariano” le cui operazioni sono partite dal 14 agosto 2013 dopo l’assegnazione dell’appalto da parte di Hugo Chavez nel 2007. L’opera che doveva essere conclusa nel 2015 è ancora incompleta. Altri grandi appalti inconclusi sarebbero la Linea II della metrò de Los Teques che vede funzionare soltanto 3 stazioni su 7 eppure un secondo ponte sul Lago di Maracaibo battezzato dallo stesso Chavez come “Puente Cacique Nigale”. Sono tutte opere inconcluse il cui approfondimento mette in evidenza i legami tra stato, imprenditoria e criminalità organizzata.

Il caso Odebrecht ha fatto breccia nell’opinione pubblica ma è stato subito insabbiato dai media venezuelani (troppo monitorati dallo Stato) ed era stato rottamato come un rumore del quale si parlava ben poco. Ci è voluto l’intervento dell’ex-procuratrice Luisa Ortega Diaz, dissidente dal governo di Maduro e attualmente rifugiata in Colombia, a svelare con prove in mano, il giro di tangenti che legava il regime venezuelano con la multinazionale.

Qualche giorno fa, Luisa Ortega Diaz si recò in Brasile dove si è riunita con il procuratore generale Rodrigo Janot. Durante il suo esilio, la stessa ex-procuratrice ha affermato di subire minacce e persecuzioni dal regime venezuelano nel tentativo di nascondere i fatti di corruzioni sui quali ha molte prove. Allo stesso tempo, ha accusato Diosdado Cabello, tra i più noti membri del governo, di ricevere versamenti di 100 milioni di dollari attraverso una ditta spagnola di nome “TSE Arietis” i cui proprietari sarebbero Luis Alfredo Campos Cabello e Jerson Jesus Campos Cabello, entrambi cugini di Diosdado.

Le rivelazioni di Luisa Ortega Diaz hanno rispolverato il Caso Odebrecht dando un grande contributo alle indagini ancora in corso, provocando una scossa a livello internazionale e nella politica venezuelana. In effetti, il parlamento venezuelano forte dalla maggioranza oppositore ha subito convocato una seduta straordinaria che aveva come tema principale la “Presentazione di un Dossier della Commissione Speciale sul Caso Odebrecht” ma il tentativo si rivelò un fallimento dato che molti deputati non si presentarono per ingiustificate ragioni lasciando la seduta senza Quorum.

Considerando scontata l’assenza dei deputati Chavisti che boicottano il parlamento sin dal suo insediamento, l’assenza di 58 deputati dell’opposizione su 112 ha impedito l’efficacia di una seduta parlamentare di straordinaria urgenza. Le reazioni non si sono fatte aspettare da parte del Presidente del Parlamento Julio Borges che definì “ingiustificabile” l’irresponsabilità di un blocco parlamentare distratto dalla campagna elettorale che vedrà governo e opposizione disputarsi le regioni, considerate meri “spazi politici da entrambi”.

Le cause del disimpegno dimostrato da un’intera dirigenza politica al momento di denunciare il Caso Odebrecht sono ancora da studiare, cosi come ci lascia stupiti il fatto che ci sia voluto l’intervento di Luisa Ortega Diaz per affrontare un tema del quale tutta la classe dirigente venezuelana ne era a conoscenza da anni.

P.S.: Sebbene tutti ci opponiamo al Regime di Maduro, sembra che non tutti si oppongono agli affari illeciti, né alla rete di mafie che lo reggono in piedi. Anzi, diretta o indirettamente, molti ne fanno parte.

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Estefano Soler
Estefano Soler Tamburrini, nato il 25.08.92. Ex dirigente studentesco nel 'Movimiento Estudiantil', Venezuela.(2014-2015) Studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna (2016 - oggi)