La notizia che Goldman Sachs ha acquistato bond di PDVSA dalla Banca Centrale Venezuelana è solo l’ultimo esempio di come l’economia (o meglio, la finanza) sia il vero motore che alimenta guerre, dittature, sfruttamenti, violazioni e soppressioni di diritti in tutto il mondo.
Che la politica non conti piu’ quasi niente a livello di “entanglement geopolitico” è apparso chiaro con le ripetute crisi economiche che dalla fine degli anni novanta hanno colpito Asia, Europa, USA, nonostante l’avvento della globalizzazione proprio in quegli anni avesse salutato una nuova “era di prosperità” dopo la fine dell’incubo comunista. Peccato che è proprio con la globalizzazione che i giganti finanziari che avevano imparato a creare denaro dal nulla (attraverso le manovre degli interessi sugli interessi, delle speculazioni, del bookeeping, ecc) sin dalla Grande Guerra, erano arrivati ormai a un tale punto di “maturità” nel collaudo del sistema di frode Bank-to-Bank – attraverso la centralizzazione dei tassi di cambio nelle banche centrali, ad esempio – che nessuno, politico o economista o imprenditore, sarebbe stato in grado di seguire il filo di Arianna all’interno del Labirinto.
Arianna, mi si passi l’analogia con il mito greco che adoro, la vecchia economia reale che fa circolare le risorse in misura della produzione di beni che sono quantificabili nel mondo reale e agli inizi del Novecento era in grado di re-distribuire la ricchezza (al tempo commisurata al valore dell’oro) in modo quasi automatico ed decentemente equo; dal 1914 la Signora è stata relegata a mera spettatrice quando Teseo, l’epitome del finanziere d’assalto, ha spezzato il filo che lei aveva tessuto tra speranza e ottimismo, prima di lasciargli esplorare il Labirinto, il mondo globale. Il legame che univa i due poli non esiste più, anzi adesso abbiamo “L’eroe moderno” che percorre selvaggiamente corridoi e stanze, aziona meccanismi, muove leve, nasconde l’Omphalos, il centro di tutto, agli occhi dei più. Si perchè Teseo ha trovato quello che era stato inviato a cercare e la manovra di Goldman Sachs è una delle conseguenze. Ricordate quando, in uno dei primi articoli, mi chiedevo e vi chiedevo chi ci fosse dietro il regime di Maduro? La risposta è arrivata in modo devastante. Basta leggere la storia recente di questa multinazionale del credito, attiva da secoli, che sarebbe dovuta affondare con la crisi del 2007-2008 ma che, non solo è riuscita a fare profitto anche in quel biennio, ma è stata salvata dal “bailout” e capace di ripagare il prestito in appena un anno. Con gli interessi. Si, ma gli USA non osteggiano apertamente il regime di Maduro? Appunto.

La comunità internazionale sa, vede, ma non interviene. L’eroe oggi è Teseo, non Egeo, il padre, quella Politica che, nata in Grecia, avrebbe dovuto gestire i bisogni del popolo. Ma, oggi, il popolo e’ diventato virtuale, vive una vita virtuale, è sempre più distaccato dalla realtà delle cose, tanto che gli eccidi in Venezuela sono visti dai più come un video game, uno dei tanti film che danno in streaming su Netflix. In un mondo governato dalla finanza, tutti noi siamo solo numeri che salgono e scendono a seconda degli umori del mercato, un sistema irrazionale, incontrollabile, non prevedibile.
E’ questa la sicurezza che vogliamo per i nostri figli?

I titoli acquistati da Goldman Sachs hanno iniettato nelle casse del governo di Maduro 865 milioni di dollari, nel giorno in cui l’opposizione guidata da Julio Borges (presidente dell’Asemblea Nacional de Venzuela) aveva espressamente chiesto alla comunita’ internazionale di evitare manovre finanziare che potessero aiutare il regime totalitario che sta distruggendo il Venezuela. Ma se non si è dentro il labirinto, nessuno ascolta.
La risposta di GS? Prima parte del comunicato: “Abbiamo investito perchè riteniamo che il Venezuela è in via di miglioramento”. Seconda parte “I titoli sono fondi che gestiamo per conto di nostri clienti”. Si sa che se si cerca di portare la finanza fuori dagli schermi dei computer possono solo nascere gaffe e contraddizioni, come nel caso di queste dichiarazioni.
Lo stesso Sole 24ore, sorprendentemente, ammette che tra USA e Venezuela vi è una “Politica di doppia morale”. Nelle dinamiche contorte di un labirinto, questo è invece perfettamente logico.
Borges ha denunciato pubblicamente l’azione di GS come “una chiara violazione del codice di condotta e la dichiarazione dei diritti umani” non solo per il Venezuela, ma anche nei confronti degli altri paesi del mondo (che, aggiungo io, soffrono le stesse vessazioni e lo stesso sfruttamento, a vari livelli più o meno espliciti, da parte della rete di banche centrali. Non entro nel dettaglio di quello che il governo Italiano, tanto per accennare un parallelo, ha fatto per MdP).

Ancora Borges: “Il sostegno finanziario di Goldman Sachs servirà a rafforzare la brutale repressione attuata da Maduro contro le centinaia di Venezuelani che protestano pacificamente per un cambiamento politico nel Paese. La repressione ordinata da Maduro ha prodotto finora 71 morti, 13.000 feriti e 2.000 detenuti processati in tribunali militari.”.

Pare quindi che l’operazione di GS sia stato un atto politico di alleanza verso il regime di Maduro, ma io dubito che ci sia un tale nesso “razionale” alla base dell’acquisto dei Bond. Piu’ probabile che si tratti di una speculazione pura, parte di un disegno finanziario piu’ grande che risulterà certamente anche in output politici ma che, nella sostanza piu’ immediata, e’ una questione di numeri e grafici.

Certo, è una strana coincidenza il fatto che Maduro sia in cerca di finanziamenti? No, un regime totalitario che tenta di prendere il potere oggi, in un contesto completamente allocronico (i colpi di Stato si fanno oggi via Internet) e’ una mascherata che necessita di ingenti risorse.
Dico questo perchè credo che vi sia un grande schema dietro la tragedia del Venezuela, con ramificazioni che vanno ben oltre i confini nazionali del paese sudamericano. D’altra parte, neppure la mia analogia con il Filo di Arianna, Teseo e il Labirinto è data dalla nostalgia per i miti greci. Ho dimenticato di parlare del Minotauro, un essere di nobili origini (figlio di una Regina) e il cui vero nome era Asterio o Asterione, lo “stellato” (etimologicamente, il nome deriva dalla radice “stella”, astro).
Nella mitologia greca, il Minotauro era posto al centro del Labirinto.
Ma che cosa c’entra il Minotauro con il Venezuela, Goldman Sachs, e gli intrighi dell’alta finanza? La verità, a volte, fa troppa paura per conoscerla fino in fondo.

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